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Tommaso Bazzi

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"La gente è il più bello spettacolo del mondo.
E non si paga neppure il biglietto."
20 November

Mamma, questa e' cultura

Immaginate di essere in un tendone arredato in stile Moulin Rouge. In Manhattan.
Ora prendete uno spettacolo ammiccante, malizioso. Luci soffuse. Musiche un po' in stile Marlene Dietrich, un po' jazz. E ora cliccate su questo link.
L'atmosfera e' diversa da quella che vedrete. Lo spettacolo e' lo stesso che vidi con mia sorella e Filippo a fine agosto.
Njoy!
Clicca
26 May

gli americani sono impazziti.

Vi prego di leggere questo articolo apparso sul New York Times lo scorso 22 maggio.
Pare che negli USA siano tutti in apprensione pe run cavallo da corsa che ad un derby correva con una gamba spezzata che pendeva qua e la'. Probabilmente il cavallo era strafatto e non se ne era accorto nemmeno.
Ebbene, alla domanda "perche' agli USA sta tanto a cuore la storia di Barbaro", il Presidente Bush ha detto "perche' siamo una nazione sensibile e non uccidiamo un animale".
 
Un animale no, ma qualche iracheno magari si'. O meglio, preferiamo mandare qualche nostro cittadino a farsi ammazzare come un animale.
 
Ad ogni modo l'articolo merita davvero. ecco il link
 
23 May

evviva il design

...Stasera è stat una di quelle serate che non faveo da un po'.
All'insegna delle pubbliche relazioni.
Inizia tutto alle 9.15 quando l'amministratore delegato di Boffi Italia, quelli delle cucine che costano qualche fantastiliardo, si reca all' Architects and Designers' Building, dove lavora la moglie del mio capo. Siccome si temeva che non parlasse una mazza di inglese, mi hanno chiesto di aiutarli a tradurre. In realtà il signorino ha un MBA alla Columbia, quidni proprio di problemi non ne aveva. Comunque mi fermo a sentire. Poi al momento di andamrene scambiamo due parole e mi invita allo showroom di SoHo, dove stasera si sarebbe tenuta un'open house per festeggiare il salone del mobile di NY.
E dunque il pomeriggio alle 6pm mi reco giù con un paio di amici, sbevazziamo un po' guardiamo due cucine e poi saluto il mio nuovo amico CEO, ripromettendoci di rivederci in Italia.
andando verso uptown, sento musica di banda jazz. e mi dirigo allo showroom di Flou, azienda di deisgn molto interessante. E lì trovo il sales manager, conosciuto sabato al Salone. Mi dice che non ha il mio biglietto da visita, e vedendo che sono broker (di campagna), si dice interessato ad una valutazione del proprio portfolio assicurativo. Fikoooooo! il mio primo contatto!!!!!
Tutto questo al secondo bicchiere di vino.
Sfrecciamo uptown sulla 3a, alla meta della 58esima. Là ci infiliamo ad una gigafesta dedicata all'apertura del nuovo showroom Poliform, ennesima azenda di design, di grande gusto.
E lì conosco persone, bevo vino, troppo vino... Si mangiano delizie preparate da chef internazionali, si ammirano giovani fanciulle troppo belle per essere vere, con spacchi troppo alti da richiedere i picchetti per non cadere...
Uao.
ore 9.30. Esco.
Il mio amico Federico, che lavora da Bloomberg, di fronte a dove ci trovavamo, allora mi propone di andare a visitarlo. Amici, davvero sembra di essere nel centro della civiltà dell'informazione. Schermi ovunque, terminali a non finire, design spinto agli estremi. Senza parole.
E adesso finalmente trovo due secondi per scrivere.
Ah, nel frattempo, mi sono graduato per il mio master in Risk Management & Insurance.
Gaudeamus.
Azz. che sonno.
11 May

nel meat-packing district

Ero in giro con Lia nel meatpacking, appunto.
Abbiamo visto un cagnolino, abbiamo alzato lo sguardo e abbiamo visto il suo padrone, Mickey Rourke.
Minchia che mostro!
troppo pugilato lo hanno davvero fatto diventare una maschera tumefatta....
bleach...
30 April

Beppe Grillo

Come ben sapete, non sono affatto di sinistra.
Però ho voluto vedere lo spettacolo di Beppe Grillo online: e devo dire che su alcune cose non si può che essere d'accordo.
Vorrei sapere cosa ne pensate.
24 April

Riassunto

Eccomi di nuovo. riassunto di quanto fatto nell'ultima settimana. Alcuni argomenti richiedono la censura.
 
Lunedì:cinema! vado per vedere Inside Man, l'ultimo film di Spike Lee. Compro il bilietto, chiacchiero, compro i pop corn e tutto il junk food di rigore. E sbaglio sala. E finisco per vedere V for Vendetta. Cagata.
 
Martedì: non ricordo più cosa ho fatto. Plausubilmente cenuzza fuori con un paio di amici e camminata notturna per Times Square, il vero ombelico del mondo.
 
Mercoledì: me ne vado a vedere "le nozze di Figaro" di Mozart, al Metropolitan Opera House. Accompagnato da una simpatica ragazza rumena. Come dice il dott. Nicodano, una volta per accattivarsi una rumena bastava una collana di perline ed una biro, invece adesso fanno le broker e spaccano il cazzo. Ad ogni modo, una bellissima serata. Al mio fianco, dall'altra parte, una simpatica signora di 65 anni che al terzo atto ha cominciato a ruttare sommessamente. Coreografica direi. Dopo si esce, me ne vado al PM per una capatina di R&B. Due drink, due balli, si torna a casa. Zzz.
 
Giovedì: cocktail di lavoro. La squadra Foa & Son sguinzagliata a conoscere quanti più colleghi e assicuratori possibile. Io mi do da fare, e in qualche modo comincio quasi a famri un nome. Incontro la rumena, con la sua compagna di casa russa. La russa si presenta, Nadia, le dico io "in realtà ti ho conosciuto ... a casa tua". lei arrossisce. (Sì in effetti quando la conobbi stavo chiacchierando con la rumena; entra lei, ubriaca ed incazzata perché era ad un cocktail con un tipo che le piaceva ed una tipa che per attirare, con successo direi, l'attenzione del pubblico, esordisce con un "I LOVE RECTUM SEX". lei mi racconta tutto, nel frattempo rimane con una canottierina, se ne va in bagno, si toglie le mutandine e fa pipì di fronte a me. Che nel frattempo mangiavo delle crespelle polacche, divertito).
Dopo il cocktail raggiungo Riccardo, un ragazzo simpatico, ex compagno di scuola di mio cugino Cesare, ed anche un po' equivoco, ma che ci prova (con successo) con la rumena. Festa in app su Park Avenue, a festeggiare gli -anta di un suo amico ebreo. Festa gloriosa, con catering e mini band jazz. la sorella dell'amico, 40 anni e un paio di tette di plastica, sorriso di silicone e botox in fronte, si chiude in camera con le sue amiche obbligando un cameriere a spogliarsi per loro e mostrare loro che è circonciso. Maledette giudee..
 
Venerdì: al grido di "esco solo a cena e poi nanna", mi reco a cena con alcuni membri di A Small World. Cena ottima, tanto vino, e poi finisco in un turbinio al club Guesthouse. Drinks, musica, drinks, conosco gente, ci ballo, le perdo di vista. sono le 4 . a nanna.
 
Sabato: cena da federico, condita da ottima musica. poi Festa in un appartamento a casa di una tipa che si becca il mio amico. Drinks, chiacchiere. Gente della Wharton, possibilmente piùsnob dei bocconiani ;-)
é tardi, usciamo. Capatina al Fizz, c'è la festa di Playboy, sono in lista. Entro, 500 persone per 4 conigliette. no way, me ne vado a dormire, sotto una pioggia novembrina.
 
Domenica: sveglia, eggs benedict e bacon per colazione, sto imparando. Il pomeriggio a preparare un paper, poi verso sera vado al parco con un'amica, e poi alla neue galerie per mangiarmi una sacher. E mi racconta del suo 11 settembre, a washington, quando vide un'aereo schiantarsi contro il Pentagono. Non credevo che avrei conosciuto così tanta gente con una storia al riguardo.
 
Adesso vado a dormire. Nuova settimana. Un abbraccio a tutti. Spero di farvi vivere queste esperienze se e quando mi raggiungerete.
05 April

oggi nevica...

..per davvero! ha nevicato 4 ore! cose da pazzi. e quindi vi lascio un bell'articolo sulle amenita' del nostro premier.
 
Parolacce e politica
Silvio, l'«adorabile gaffeur»
Tutti i cattivi esempi del Cavaliere
Maledette telecamere. È dura stavolta, per il Cavaliere che sulle telecamere ha costruito una fortuna, smentire d'aver chiamato «coglioni» quelli di sinistra. Ed è dura raccontare di aver parlato «con il sorriso sulle labbra», di averci «scherzato sopra», di aver fatto solo dell’«ironia». Il filmato che lo mostra serio e teso è lì, online, alla portata di tutti gli internauti, al punto da aver costretto anche i tigì più ossequiosi a lasciar perdere l'oscuramento. Ahi ahi, sul più bello che era riuscito a piazzare con l'abolizione dell'Ici un nuovo sogno azzurro...

È la terza volta in pochi mesi, che viene chiamato a spiegare una sortita sbagliata da chi lo accusa di non avere capito la lezione di Strasburgo, quando gli scappò quella sventurata sciocchezza del «kapò» al tedesco Martin Schulz, aggravata dalla spiegazione che «era solo una battuta ironica» dovuta al fatto che «in Italia girano da anni storielle sull’Olocausto perché gli italiani sanno ridere anche di una tragedia». La prima volta spinse 170 mila produttori finlandesi riuniti nell'Mtk a dire che non avrebbero «più comprato vini e olii italiani» perché aveva fatto lo spiritoso dicendo: «Per portare l'authority alimentare a Parma ho rispolverato le mie doti di playboy col presidente finlandese Tarja Halonen». La seconda irritò Pechino dicendo che «nella Cina di Mao i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi». «Purtroppo c’è una generale mancanza di umorismo», sospirò dopo le prime proteste. «Ho fatto una battuta, una ironia discutibile, non ho saputo trattenermi, ma su fatti veri», disse dopo le seconde.

Giuliano Ferrara, che lo vezzeggia come «un adorabile gaffeur », un giorno glielo ha spiegato: «Il fatto è che non vuole proprio imparare il " wording ", l’arte di scegliere le parole giuste, quella parola e nessun’altra, per esprimere nel modo dovuto alla comunità politica le sue intenzioni, le sue idee, le sue decisioni. Per un certo periodo questa è stata anche una sua forza, il crisma dell’antipolitica e della spontaneità contro il gergo professionale della classe dirigente più tradizionale, ma alla lunga, come abbiamo cercato di spiegargli con franchezza ormai fino alla noia, il gioco si fa perverso». Bacchettata finale: «Leggere un testo è meglio che straparlare». Ed è lì che anche gli amici più indulgenti sono perplessi: sarà anche vero, come dice Bonaiuti, che la stessa invettiva incriminata ieri viene quotidianamente scagliata contro il Cavaliere mille volte, su Internet e nelle piazze. Ma lui, come ha ricordato personalmente invitando Diego Della Valle a dargli del «lei» e non del «tu», è il capo del governo. E come ha scritto Ferrara, «più si è importanti, più le parole hanno un peso».

Questo è il punto. Le intercettazioni compiute per i motivi più diversi prima che Berlusconi entrasse in politica sono affari suoi. E la confidenza a Dell’Utri del capodanno 1986 sul bidone tirato a lui e a Craxi da due ragazze del «Drive In» («Poi finisce che non scopiamo più!»), lo sfogo contro i giornalisti del Giornale rei di aver attaccato Nicolazzi («son proprio dei figli di troia») o la promessa all’amico Bettino di mettere in riga Montanelli («se fa le bizze lo prendo a calci in culo») possono al massimo aiutare a capire che privatamente il Cavaliere è meno compunto di come voglia apparire. Niente scandali, per favore: alzi la mano chi con amici al telefono non si è mai fatto scappare una parolaccia o una barzelletta un po’ spinta.

Ma è nella veste di leader della destra italiana che il Cavaliere ha già dato più volte, ahinoi, il cattivo esempio. Come quando alla Camera, negli anni di veleni con la Lega, dopo un voto del Carroccio contro la missione in Albania, sibilò a Luigi Roscia che l’accusava di essere un «inciucione»: «Bravo tu, furbacchione. Bravi tutti. Votare con Rifondazione. Avete proprio delle facce di cazzo!». Per non dire di quando liquidò un giudizio su di lui («dà il meglio solo quando ha un avversario») di Veltroni come «una coglionata». O quando, a Prodi che accusava le sue tivù di proporre modelli di comportamento «agli antipodi dei principi cristiani», rispose: «Mi sono stancato di rispondere alle stronzate».

Su tutto però, nelle cronache birichine di questi anni, resteranno tre momenti. Il primo fu raccontato da un giornalista certo non ostile al Cavaliere, Vittorio Feltri, e confermato parola per parola («Mi risulta sia andata esattamente così») da Cossiga.

Eravamo nel febbraio del 2004, quelli dell’Udc erano incontentabili e lui sbottò con Luca Volonté: «Voi ex democristiani mi avete rotto il cazzo, me lo hai rotto tu e il tuo segretario Follini. Basta con la vecchia politica. Conosco i vostri metodi da irresponsabili. Fate favori di qua e di là e poi raccogliete voti, ma io vi denuncio, non ve la caverete a buon mercato, vi faccio a pezzi. Io le televisioni le so usare e le userò. Chiaro? Mi avete rotto i coglioni».

Altrettanto elegante fu il modo in cui rispose, in una giornata di luglio, alla signora Anna Galli a Rimini. Lei, in mezzo a una piccola folla osannante, lo aveva invitato a «tornarsene a casa», lui ricambiò così: «Lei ha una bella faccia da stronza».

Parole non proprio ortodosse, in bocca a un premier. Come quelle sibilate, pochi giorni fa, a Genova, in risposta a un giovane che urlava «viva Mangano!» con riferimento allo stalliere mafioso di Arcore. Una provocazione che aveva spinto il Cavaliere a tornare sui suoi passi e affrontare il giovanotto così: «Non ti permettere. Io sono una persona perbene. E tu sei solo un coglione». Una volta, a chi gli tirava le orecchie, rispose allargando le braccia: «Lo dico alla romana: quanno ce vo’ ce vo’».
Gian Antonio Stella
 
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